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La guida di Giuseppe

Giuseppe

La guida di Giuseppe

DOVE MANGIARE AD OSTUNI
DOVE MANGIARE AD OSTUNI SECONDO I VOSTRI GUSTI E LE VOSTRE ESIGENZE: Ristoranti, Trattorie e Fast Food, gustate i piatti e i dolci tipici e le migliori Specialità Tradizionali di OSTUNI.
Una Pizzeria a Legna con un ottimo rapporto qualità/prezzo è invece IL PIZZICOTTO in Via Armando Diaz, 131/133. Si trova a sempre a 15 minuti da BIANCOAMORE OSTUNI. La pizza è ottima e l’ambiente è caldo e accogliente.
il Pizzicotto - Pizzeria a legna
131/133 Via Armando Diaz
Una Pizzeria a Legna con un ottimo rapporto qualità/prezzo è invece IL PIZZICOTTO in Via Armando Diaz, 131/133. Si trova a sempre a 15 minuti da BIANCOAMORE OSTUNI. La pizza è ottima e l’ambiente è caldo e accogliente.
Se invece Volete una Pizza davvero buona chiudendo un occhio sul prezzo, la migliore in assoluto è IL BELLAVISTA in Via Gaetano Tanzarella Vitale, 43 a circa 9 minuti da BIANCOAMORE OSTUNI. Ampia scelta di pizze da quelle più tradizionali alle più sfiziose.
Il Bellavista Pizzeria Bistrot
Se invece Volete una Pizza davvero buona chiudendo un occhio sul prezzo, la migliore in assoluto è IL BELLAVISTA in Via Gaetano Tanzarella Vitale, 43 a circa 9 minuti da BIANCOAMORE OSTUNI. Ampia scelta di pizze da quelle più tradizionali alle più sfiziose.
Per gli amanti della carne Vi consigliamo LA BRACERIA I PIACERI DELLA CARNE in Via Verona, 12 a circa 18 minuti da BIANCOAMORE OSTUNI. Carne buonissima con dei prezzi molto contenuti.
La Braceria: i piaceri della carne
12 Via Verona
Per gli amanti della carne Vi consigliamo LA BRACERIA I PIACERI DELLA CARNE in Via Verona, 12 a circa 18 minuti da BIANCOAMORE OSTUNI. Carne buonissima con dei prezzi molto contenuti.
Tra i Migliori Ristoranti ad Ostuni ma con prezzi molto elevati c’è il RISTORANTE PORTA NOVA in Via Gaspare Petrarolo, 38 a circa 7 minuti da BIANCOAMORE OSTUNI. Porta Nova è tra i ristoranti di Ostuni che si distingue per la propria vocazione alla cucina di pesce di qualità in quanto capace di parlare del territorio in modo singolare e autorevole.
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Ristorante Porta Nova
38 Via Gaspare Petrarolo
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Tra i Migliori Ristoranti ad Ostuni ma con prezzi molto elevati c’è il RISTORANTE PORTA NOVA in Via Gaspare Petrarolo, 38 a circa 7 minuti da BIANCOAMORE OSTUNI. Porta Nova è tra i ristoranti di Ostuni che si distingue per la propria vocazione alla cucina di pesce di qualità in quanto capace di parlare del territorio in modo singolare e autorevole.
Infine bisogna chiudere in Bellezza con un buon dolce e un buon caffè. Non perdetevi le prelibatezze del Bar Pasticceria Gelateria DA CICCIO. Dal 1964 specialità lavorate artigianalmente con materie prime di alta qualità. La sede principale si trova in Via Armando Diaz 66/A a circa 12 minuti a piedi da BIANCOAMORE OSTUNI.
Bar Pasticceria Da Ciccio
66 Via Armando Diaz
Infine bisogna chiudere in Bellezza con un buon dolce e un buon caffè. Non perdetevi le prelibatezze del Bar Pasticceria Gelateria DA CICCIO. Dal 1964 specialità lavorate artigianalmente con materie prime di alta qualità. La sede principale si trova in Via Armando Diaz 66/A a circa 12 minuti a piedi da BIANCOAMORE OSTUNI.
LE 10 SPIAGGE PIÙ BELLE DI OSTUNI E DINTORNI
Ostuni, 10 spiagge di sabbia bellissime con il mare cristallino Le spiagge di Ostuni sono tra le più apprezzate e visitate non solo del Salento, ma anche di tutta l'Italia. Venti chilometri di litorali e vegetazione incontaminata dove è possibile godersi un mare cristallino e una bella dose di divertimento serale. Un paesaggio ricco di dune che fanno da contraltare a un mare sempre piatto e calmo: le spiagge di Ostuni rappresentano un luogo perfetto sia per chi vuole viaggiare con gli amici, sia per chi vuole viaggiare con la famiglia. Qui infatti possiamo trovare una vasta gamma di spiagge libere, nonché di lidi attrezzati per venire incontro alle esigenze dei più piccoli.
Lido Morelli, tra spiaggia bianca e macchia mediterranea. Partiamo subito con il Lido Morelli, posto al nord della costa, un lunghissimo litorale interamente circondato dalla macchia mediterranea. L'intera zona è stata dichiarata Riserva Regionale e Naturale e la spiaggia è bianca e soffice, resa ancora più bella dalle incredibili dune che creano il paesaggio di un'oasi gigantesca che affonda nella natura.
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Lido Morelli
1 Contrada Fiume Morelli
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Lido Morelli, tra spiaggia bianca e macchia mediterranea. Partiamo subito con il Lido Morelli, posto al nord della costa, un lunghissimo litorale interamente circondato dalla macchia mediterranea. L'intera zona è stata dichiarata Riserva Regionale e Naturale e la spiaggia è bianca e soffice, resa ancora più bella dalle incredibili dune che creano il paesaggio di un'oasi gigantesca che affonda nella natura.
Cala Quarto di Monte, spiaggia poco conosciuta di Ostuni. Altra spiaggia imperdibile, seppur piccolissima rispetto alle altre, è Cala Quarto di Monte, poco distante da Villanova. Una spiaggia poco conosciuta ai turisti, ma molto apprezzata dagli autoctoni: se hai la possibilità passa per questo piccolo spicchio di paradiso e cerca di restarci anche la notte, dal momento che in estate quasi sempre è teatro di feste e concerti molto divertenti.
Quarto di Monte Beach
Cala Quarto di Monte, spiaggia poco conosciuta di Ostuni. Altra spiaggia imperdibile, seppur piccolissima rispetto alle altre, è Cala Quarto di Monte, poco distante da Villanova. Una spiaggia poco conosciuta ai turisti, ma molto apprezzata dagli autoctoni: se hai la possibilità passa per questo piccolo spicchio di paradiso e cerca di restarci anche la notte, dal momento che in estate quasi sempre è teatro di feste e concerti molto divertenti.
Torre Pozzella e i suoi mille pozzi di acqua piovana. Una spiaggia imperdibile di Ostuni è senz'altro Torre Pozzella, caratterizzata da un'imponente torre cinquecentesca costruita per proteggere la costa dagli attacchi dei pirati saraceni. La zona è disseminata dai numerosi pozzi di acqua piovana che rendono unico l'intero territorio e un paesaggio brullo e incontaminato capace di immergerti in uno stato di quiete e relax.
Torre Pozzelle
Torre Pozzella e i suoi mille pozzi di acqua piovana. Una spiaggia imperdibile di Ostuni è senz'altro Torre Pozzella, caratterizzata da un'imponente torre cinquecentesca costruita per proteggere la costa dagli attacchi dei pirati saraceni. La zona è disseminata dai numerosi pozzi di acqua piovana che rendono unico l'intero territorio e un paesaggio brullo e incontaminato capace di immergerti in uno stato di quiete e relax.
Torre Guaceto, Area Marina Protetta e Riserva Naturale del WWF. Voglia di qualcosa di davvero magico e incontaminato. Ecco una piccola spiaggia che è ancora fuori dai circuiti turistici, pur essendo considerata una delle spiagge più belle di tutta l'Italia: Torre Guaceto, infatti, è un'Area Marina Protetta, nonché una Riserva Naturale del WWF, che garantisce una sabbia finissima e un mare cristallino. Una soluzione perfetta per chi è in cerca di un attimo di relax e dimenticare per un po' lo stress della vita di tutti i giorni.
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Torre Guaceto
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Torre Guaceto, Area Marina Protetta e Riserva Naturale del WWF. Voglia di qualcosa di davvero magico e incontaminato. Ecco una piccola spiaggia che è ancora fuori dai circuiti turistici, pur essendo considerata una delle spiagge più belle di tutta l'Italia: Torre Guaceto, infatti, è un'Area Marina Protetta, nonché una Riserva Naturale del WWF, che garantisce una sabbia finissima e un mare cristallino. Una soluzione perfetta per chi è in cerca di un attimo di relax e dimenticare per un po' lo stress della vita di tutti i giorni.
La bellissima spiaggia di Rosa Marina a Ostuni. Tante piccole spiagge in una: così potremmo descrivere la splendida zona di Rosa Marina, che negli anni '60 rappresentavano un famoso centro turistico per poi cadere un po' nel dimenticatoio. Adesso però la zona sta venendo riqualificata e rappresenta un'importante opzione da tenere sempre in considerazione.
Rosa Marina Beach
La bellissima spiaggia di Rosa Marina a Ostuni. Tante piccole spiagge in una: così potremmo descrivere la splendida zona di Rosa Marina, che negli anni '60 rappresentavano un famoso centro turistico per poi cadere un po' nel dimenticatoio. Adesso però la zona sta venendo riqualificata e rappresenta un'importante opzione da tenere sempre in considerazione.
A Torre Santa Sabina, tra mare e pineta. Altra spiaggia da non perdere è quella di Torre Santa Sabina, anch'essa caratterizzata dalla presenza di una torre, e abbellita da una bella pineta che crea un fantastico contrasto tra il verde del bosco e il mare cristallino che si scorge all'orizzonte.
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Torre Santa Sabina
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A Torre Santa Sabina, tra mare e pineta. Altra spiaggia da non perdere è quella di Torre Santa Sabina, anch'essa caratterizzata dalla presenza di una torre, e abbellita da una bella pineta che crea un fantastico contrasto tra il verde del bosco e il mare cristallino che si scorge all'orizzonte.
Pilone, spiagge, dune e ginepri secolari. Per gli appassionati di spettacoli naturali, si segnala Pilone: qui potrai trovare una serie di spiagge che presentano le fantastiche dune tutte ricoperte da ginepri secolari. Uno spettacolo irripetibile, reso ancora più magico dalla presenza della Torre Aragonese. Si segnala, infine, la possibilità di dedicarsi a meravigliose immersioni dove vi sarà possibile praticare uno degli snorkeling più interessanti del Sud Italia.
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Pilone
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Pilone, spiagge, dune e ginepri secolari. Per gli appassionati di spettacoli naturali, si segnala Pilone: qui potrai trovare una serie di spiagge che presentano le fantastiche dune tutte ricoperte da ginepri secolari. Uno spettacolo irripetibile, reso ancora più magico dalla presenza della Torre Aragonese. Si segnala, infine, la possibilità di dedicarsi a meravigliose immersioni dove vi sarà possibile praticare uno degli snorkeling più interessanti del Sud Italia.
Lido Bosco Verde, il paradiso del kitesurf. Una spiaggia nascosta dalle dune, eppure famosissima e visitatissima ogni anno da milioni di turisti è Lido Bosco Verde: anche qui troverai le dune e rappresenta il regno del kitesurf, divenendo così un luogo perfetto per i più giovani.
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Lido Bosco Verde
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Lido Bosco Verde, il paradiso del kitesurf. Una spiaggia nascosta dalle dune, eppure famosissima e visitatissima ogni anno da milioni di turisti è Lido Bosco Verde: anche qui troverai le dune e rappresenta il regno del kitesurf, divenendo così un luogo perfetto per i più giovani.
Il porticciolo di Villanova. Merita una visita anche Villanova, che oltre a tante spiagge deliziose, offre ai suoi turisti anche uno splendido porticciolo, arricchito dalla presenza di un piccolo castello del XIV secolo.
Porto Villanova
Il porticciolo di Villanova. Merita una visita anche Villanova, che oltre a tante spiagge deliziose, offre ai suoi turisti anche uno splendido porticciolo, arricchito dalla presenza di un piccolo castello del XIV secolo.
Profumo di rosmarino selvatico a Gorgognolo. Infine, impossibile perdere Gorgognolo. Un luogo che andrebbe visitato anche solo sentire il suo profumo di rosmarino selvatico. Qui potrai perderti in lunghe passeggia tra gli scogli e goderti il sole su di una spiaggia praticamente incontaminata.
Contrada Gorgognolo
Profumo di rosmarino selvatico a Gorgognolo. Infine, impossibile perdere Gorgognolo. Un luogo che andrebbe visitato anche solo sentire il suo profumo di rosmarino selvatico. Qui potrai perderti in lunghe passeggia tra gli scogli e goderti il sole su di una spiaggia praticamente incontaminata.
Ostuni, la Città Bianca del Salento, tra vicoli stretti e spiagge bianche
Ostuni, la Città Bianca del Salento, tra vicoli stretti e spiagge bianche Pittoresca e tutta da scoprire è Ostuni, la Città bianca. Rinomata meta turistica Ostuni vanta un borgo medievale meraviglioso, ricco di stradine e abitazioni imbiancate con la calce in un dedalo che ricorda una casbah araba. Una passeggiata nella città vecchia, detta la “terra” per distinguerla dalla più recente “marina”, regala scorci pittoreschi tra vicoli, ripide scalinate, corti e piazzette su cui si affacciano case bianche impreziosite da gerani, botteghe artigiane, ristoranti tipici e negozietti. Ostuni ("Stùnë" in dialetto ostunese) è un comune italiano di 31.197 abitanti che si trova nella provincia di Brindisi a più di 200 metri sul livello del mare, sulle ultime propaggini del territorio della Murgia. Questo candido gioiello della Puglia costituisce uno dei luoghi più famosi del Salento insieme a Santa Maria di Leuca, Otranto e Taranto. Ostuni sorge su tre colli ad un'altezza di 218 metri s.l.m. È situato a 8 km dalla costa adriatica. La Murgia, sulle cui propaggini sud orientali si trova la città, è una zona carsica costituita essenzialmente da calcari cretacei. È perciò una zona piuttosto arida e priva di corsi d'acqua: al loro posto le cosiddette "lame", letti torrentizi a carattere stagionale, dai solchi poco profondi e dalle pareti ripide. Altra caratteristica geologica del territorio sono le "gravine", dei burroni carsici. Rinomato il centro turistico, dal 1994 al 2018 ha ricevuto la bandiera Blu e le cinque vele di Legambiente per la pulizia delle acque della sua costa e per la qualità dei servizi offerti. Nel 2005, inoltre, la regione Puglia ha riconosciuto il comune come "località turistica". «Ostuni è la città panoramica per eccellenza, ogni casa è un belvedere, ogni trattoria è della Bellavista, ad ogni finestra v'è un poeta che guarda nella pianura sottostante gli ulivi che cangian colore a tutti i venti […] A Ostuni le case sono bianche, di latte e calce, sono bianche fino a far male agli occhi, sono candidi i muri, le finestre, le porte, le scale, tutto è inverosimilmente bianco. […] A Ostuni si va per capire cosa vuol dire stare al riparo dal sole […] per non desiderare più romanzi, per non pensare più a viaggi lontani, qui c'è il fascino di tutte le città dei mari del Sud, qui c'è l'equatore a portata di mano.» (Ettore Della Giovanna) Le attività economiche più importanti sono il turismo e l'agricoltura (soprattutto ulivi e viti). Importanti e numerose le presenze di strutture dette "masserie", ovvero antiche fattorie fortificate presenti sia nella selva ostunese che nella marina, dove si svolgeva l'attività agricola dei grossi proprietari terrieri. Perché Ostuni è chiamata Città Bianca? Ostuni, come è facile immaginare, deve il suo nome Città Bianca al colore di gran parte delle abitazioni della città, soprattutto del centro storico. In realtà il motivo per cui è stato scelto il candido colore bianco non è poetico come osservare da lontano questa piccola perla del Salento. Infatti, in passato la città di Ostuni è stata più volte colpita dalla peste e ricoprire i muri con la calce permetteva di igienizzare la zona e renderla asettica. Cosa vedere a Ostuni Il centro storico Il centro storico di Ostuni, definito dai suoi abitanti “La Terra“, un tempo era completamente dipinto con calce bianca, che oggi è rimasta solo in parte. Le case si arrampicano sui fianchi scoscesi di un colle e il borgo è caratterizzato da un groviglio di stradine tortuose, un susseguirsi di piazzette, vicoli e corti. La parte inferiore del borgo è circondato dall’antica cinta muraria in cui si incastonano le uniche due entrate della città rimaste integre: Porta Nova e Porta San Demetrio. Sulla sommità del colle si ergono la quattrocentesca Cattedrale di Ostuni con il suo grande rosone a 24 raggi, il Palazzo Vescovile e il vecchio Seminario. Si adagia nel centro storico di Ostuni, la bella Cattedrale quattrocentesca di architettura romanica e gotica, intitolata a Santa Maria dell’Assunzione, monumento nazionale dal 1902, che si erge sulla sommità del colle più alto della città bianca. Ristrutturata nel tardo Quattrocento, dopo un forte terremoto, la Cattedrale si presenta con la maestosa facciata a tre portali, sormontati da tre rosoni, tra cui quello centrale, trionfo della simbologia medievale, con 24 raggi formati da colonnine e archi e al centro la figura di Cristo, circondato dagli apostoli e da sette teste di cherubini, con in mano la terra in segno di protezione. A croce latina, l'interno della chiesa si articola in tre navate separate da arcate di 5 colonne. La navata centrale presenta tre bellissime tele settecentesche, con scene della vita di Gesù, incastonate nel soffitto, e affascinanti tele dedicate al patrono Sant'Oronzo e al martirio di San Biagio. Da non perdere è la Cavalcata di Sant'Oronzo, il 26 agosto, in cui cavalli e cavalieri bardati in costume sfilano per il centro storico. Giace sotto la chiesa più antica di Ostuni, la bella cripta del Santuario di Santa Maria della Nova, luogo di culto basiliano. Risale all’anno Mille la grotta, di origine carsica, scavata all’interno di una lama e dedicata a Santa Maria della Nova, sulla quale si erge l’omonimo santuario, considerato l’edificio religioso più antico di Ostuni, sorto nel 1560. Si accede alla cripta attraverso due porte presenti ai lati dell’altare della chiesa superiore. Lunga circa 35 metri, la cripta è tra le più antiche chiese rupestri, utilizzata dai monaci basiliani fino al Seicento, quando fu poi adibita a lazzaretto. La forte sacralità del luogo di culto è rafforzata dagli affreschi, conservati in ottimo stato, della Deesis, della Crocifissione, della Vergine Bizantina e della Madonna del Latte. Ogni anno, la prima e la seconda domenica dopo Pasqua, si attua il tradizionale pellegrinaggio al santuario, durante il quale i fedeli recano omaggio alla Madonna della Buona Novella. Il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale Lungo via Cattedrale, vicino alla chiesa barocca di Santa Maria Maddalena, c’è il monastero delle Carmelitane. In questa struttura storica sorge il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale che conserva il calco di Delia, una donna in gravidanza vissuta 25.000 anni fa e ritrovata in una grotta vicino a Ostuni nel 1991, oltre a testimonianze di culti e divinità femminili dal Paleolitico all’età cristiana. Situato all'interno del Palazzo dell'Episcopio, custodisce il patrimonio storico-artistico della Chiesa di Ostuni. Il Museo Diocesano di Ostuni, situato al piano terra dell’antico Palazzo dell’Episcopio, accanto alla Cattedrale, conserva ed espone il patrimonio storico-artistico della Chiesa di Ostuni, che racchiude testimonianze e capolavori di valenza internazionale, come la collezione archeologica di epoca messapica (sec. VII-II a.C.), l’ostensorio architettonico in argento del Seicento, i paramenti liturgici settecenteschi, il rarissimo Cristo anatomico in cera della fine del secolo XVII – inizio del XVIII con un’apertura sull’addome che consente di contemplarne le interiora, i dipinti databili tra Cinquecento e Ottocento, la statua della Madonna ‘viva’ della fine del Seicento e le pergamene di epoca medievale (1163). Al termine del percorso è possibile visitare l’incantevole Giardino dei Vescovi, che sorge nella parte più alta della città di Ostuni. Per rendere la visita un’esperienza piacevole, istruttiva e culturalmente stimolante, lungo tutto il percorso si trovano apposite didascalie in italiano e inglese, da ascoltare anche sul proprio smartphone, che spiegano in modo chiaro e semplice le opere esposte; apposite didascalie sono dedicate ai bambini, che in compagnia della mascotte del Museo, l’angelo Ronzino, possono apprendere divertendosi. Obiettivo principale del Museo è di porre al centro il visitatore, adulto, giovane o bambino, per risvegliare attraverso un approccio esperienziale innovativo e multidisciplinare la sua curiosità e alimentare la sua ‘fame’ di cultura. MONUMENTI E LUOGHI DI INTERESSE: Architetture religiose • La Basilica Minore di Ostuni, posta alla sommità del colle più alto, fu iniziata nel 1435 e completata tra il 1470 e il 1495. Ha una bellissima, caratteristica facciata di tarde forme gotiche, tripartita da lesene. La parte centrale termina con un timpano formato da due archi inflessi, le ali con due mezze lunette; timpano e lunette hanno un bellissimo coronamento gotico, che si prolunga sui fianchi e attorno al transetto, di archetti trilobi a profilo seghettato su mensole scolpite. La facciata è aperta da tre eleganti portali ogivali (nella lunetta di quella mediano, bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino in gloria) sormontati ciascuna da una rosa, di cui quella centrale a 24 raggi, notevolissima per dimensione e ricchezza d'intagli. Altre belle rose sono nelle testate del transetto. L'interno, a croce latina a tre navate su colonne, è rifatto in ariose e solenni forme settecentesche, con soffitto piano dipinto e belle cappelle barocche (presso l'ingresso, colonna della costruzione primitiva). Al termine della navata sinistra è un altare in legno del 1734 con busti dei santi Oronzo, Biagio e Agostino. Nell'abside coro in legno di noce riccamente intagliato (XVII secolo). Nella navata destra sepolcro del vescovo Filo (1720) e nell'ultima cappella c'era una Madonna col Bambino e Santi, di Jacopo Palma il Giovane (trafugata). L'Archivio capitolare possiede oltre 200 pergamene dal 1137. Il rosone della chiesa è il secondo più grande d'Europa. • Il Monastero delle Carmelitane, del Settecento, a cui è annessa la chiesa di San Vito martire in barocco leccese (nota anche come Santa Maria Maddalena), del 1750-1752, dalla fastosa facciata curvilinea con fastigio spezzato, ricco finestrone centrale e cupola a mattonelle policrome. All'interno notevoli il pulpito ligneo del ‘600, il monumento funebre di Cono Luchino Del Verme (1747) e i sontuosi altari barocchi di Francesco Morgese (1763), le cui tele, opera di Domenico Lettieri (1760) sono conservate nell'adiacente Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale. • La Chiesa di San Giacomo di Compostela o dei Santi Cosma e Damiano, eretta nel 1423; dell'originaria costruzione conserva nella facciata l'architrave del portale e il soprarco ogivale scolpito, e una finestra ornata nell'abside. • La Chiesa di San Francesco d'Assisi, di fondazione medievale, ma con facciata del 1882: nell'interno settecentesco conserva in controfacciata il dipinto Mosè che spezza le tavole della legge (scuola di Luca Giordano), le statue lignee dell’Immacolata di Giacomo Colombo (1719) e di Sant'Agostino (XVIII secolo) e il busto di San Giuseppe col Bambino Gesù (scuola napoletana del Seicento) e di San Giuseppe; • La Chiesa dello Spirito Santo (1637) ha un bel portale rinascimentale con bassorilievi attribuibili al XV secolo, di gusto ancora tardogotico: nella lunetta, Dormitio Virginis; nel timpano, Incoronazione di Maria e Annunciazione. All'interno, Madonna col Bambino e i santi Elisabetta, Anna e Gioacchino, dipinto di Fra Giacomo da San Vito; • La Chiesa di Santa Maria della Stella prima si chiamava Santa Maria della Porticella, perché vi si trovava una piccola porta di età angioina di accesso alla città. La facciata ha un portale sormontato dalla statua della Madonna della Stella. All'interno c'è un altare in legno, e nella nicchia troneggia la statua della Madonna della Stella; Nella parte moderna dell'abitato si trovano • La Chiesa dei Cappuccini (o Santa Maria degli Angeli) del 1585, nella quale si conserva una bella tela di scuola napoletana del ‘600; • La Chiesa dell'Annunziata, eretta nel 1196 e trasformata in stile barocco dai frati Riformati nel 1668; nell'interno, da notare una cappella della navata d. con crociera affrescata nel XVI secolo (Dottori della Chiesa); coro ligneo cinquecentesco con pannelli a bassorilievo (Annunciazione e i Santi Francesco e Antonio). La Deposizione di Paolo Veronese (1570), trafugata nell'ottobre del 1975, è stata recuperata nel marzo del 1977; l’Annunciazione dell'altare maggiore è di fra Giacomo da San Vito; la Natività di Maria è attribuita a Corrado Giaquinto. In sagrestia Ultima Cena di Barnaba Zizzi. • La "Chiesa della Madonna del Pozzo" situata nella zona del circuito, dove ogni sabato viene instaurato il mercato cittadino. Chiesa Moderna ed essenziale nelle forme. • La "Chiesa di San Luigi Gonzaga", situata nel pieno centro della parte moderna della città, in via Carlo Alberto, è una delle parrocchie più grandi di Ostuni, coprendo gran parte della zona moderna. In collocazione più periferica • La Chiesa di Santa Maria la Nova, a km 1.5 in direzione di Carovigno, a sinistra della strada, eretta nel 1561, con portale ogivale, un occhio e coronamento ad archetti, sorge all'ingresso d'una grotta naturale, con tracce d'affreschi del XII-XV secolo (Cristo, la Vergine, San Giovanni Battista); • Il Santuario di Sant'Oronzo, situato in una conca tra due speroni delle Murge, fu eretta nella seconda metà del ‘600 davanti a una caverna ove il Santo avrebbe trovato rifugio. A sinistra della chiesa si sale per una scalinata a una fonte intermittente ritenuta miracolosa; • La Chiesetta di San Biagio in Rialbo, del XII secolo, presso la Masseria Pizzicucco, di difficilissimo accesso, con una grotta naturale (tracce di affreschi bizantineggianti). Architetture civili • Villa Nazareth: costruita nel 1957 da Don Raffaele Pomes, inizialmente per ritrovo sociale, poi modificato in edificio medico psicopedagogico, per dare la possibilità a bambini disagiati, che avevano problemi familiari o scolastici e che comunque avevano comportamenti deviati. È stata luogo di vari incendi, l'ultimo dei quali ha leso il solaio del corridoio del primo piano il 4 febbraio 2009. Nel 2012 è stata acquistata da un privato, tutt'oggi è una struttura socio assistenziale per anziani. • Conceria del Tabacco: costruito negli anni venti del Novecento, era un edificio di rilevante importanza poiché ospitava tutto il tabacco necessario alla creazione di sigarette per la popolazione. All'interno si nota la presenza del montacarichi, utile per trasportare le merci da un piano all'altro. Verso la metà degli anni sessanta la figlia di un impiegato resta accidentalmente schiacciata dal montacarichi. Da quel momento l'edificio è stato abbandonato. • Le Mura Aragonesi che cingono la città vecchia: visibili per lunghi tratti, sono rafforzate da torrioni circolari. A est si apre la porta di San Demetrio (XV secolo), sul lato ovest Porta Nova (XV secolo). Il borgo antico offre molti aspetti pittoreschi dovuti alla eccezionale conservazione delle caratteristiche costruttive del luogo e delle peculiarità urbanistiche. Si incontrano alcuni esempi di dimore signorili: • Il Barocco Palazzo Ducale Zevallos; • Il Palazzo Siccoda (1575) in via Cattedrale 35; • Nella piazzetta della Cattedrale si fronteggiano i settecenteschi edifici del Palazzo Vescovile e del vecchio Seminario, collegati con vivo effetto pittorico dall’Arco Scoppa; • Nel Vico Castello, scarsi avanzi del Castello, eretto nel 1148 da Goffredo III, conte di Lecce e di Ostuni, e demolito nel 1559 per far posto all'episcopio. • Nel Borgo Antico, i Palazzi nobiliari delle famiglie degli Aurisicchio, degli Ayroldi, dei Bisantizzi, dei Falghieri, dei Ghionda, dei Giovine, degli Jurleo, dei Palmieri, dei Petrarolo, dei Siccoda, degli Urselli, degli Zaccaria. Talvolta spiccano solo gli interessanti portali barocchi scolpiti nella tenera pietra locale e inseriti con gusto nel bianco delle pareti: • Il Portale di Palazzo Falgheri (XVI secolo) in via A. Giovine 27; • I Portali del Palazzo Ghionda-Pomes e della Casa Molendino in via F. Bax 5-7; • Il Portale Rococò del Palazzo Bisantizzi in via A. Petrarolo 34-36. Il monumento simbolo di Ostuni è la Guglia di Sant'Oronzo, alta m 20.75, di Giuseppe Greco (1771), dall'esuberante decorazione barocca: a mezz'altezza le statue dei Santi Biagio, Irene, Gaetano e Lucia. Masserie Il territorio è costellato di numerose masserie, alcune di importanza storico-architettonica e fondamentali per comprendere le strutture sociali e produttive della zona: • La Masseria Santa Caterina, sulla strada statale 16 Adriatica in direzione Carovigno, dall'aspetto di un fortilizio con alta torre ottagonale (XVI-XIX secolo); • La Fortificata Masseria Lo Spagnulo (dal proprietario il feudatario Saverio Lopez y Royo), sulla strada statale 16 Adriatica in direzione di Fasano e poi all'interno, con un corpo centrale dall'aspetto di un fortilizio (all'interno bello scalone settecentesco di accesso all'edificio principale del 1680) e torre di avvistamento di impostazione medievale. • La Masseria Carestia (1754-1777) con interessanti elementi architettonici e decorazioni scultoree originali; • La Masseria Ottava, costituita da una torre fortificata del XVI secolo, che ha anche nelle sue pertinenze una chiesetta medievale di fondazione angioina (XIV secolo) con interessante portale decorato con motivi a zig-zag. • La Masseria Cappuccini, costituita da un gruppo di trulli, del (XVII secolo) con interessante aia risalente al XVII secolo. • La Masseria Ferri, costituita da un gruppo di trulli a cono, del (XVIII secolo) con interessante chiesa medioevale e decorazioni scultoree originali. • La Masseria Tolla. Siti archeologici • Il Dolmen di Montalbano (detto erroneamente di Cisternino, e noto localmente come Tavola dei Paladini), è in contrada "occhio piccolo", presso l'abitato di Montalbano di Fasano; è di grandi proporzioni (altezza 145 cm; lastrone di copertura 200x300 cm circa), danneggiato in tempi recenti con la distruzione del dromos. • Il Parco Archeologico e Naturalistico di Santa Maria D'Agnano presenta i resti di un insediamento messapico, raggiungibile dalla strada statale 16 Adriatica Ostuni-Fasano. Conserva la grotta-santuario rilevante per il ritrovamento della delle ossa della "gestante di Ostuni", giovane donna partoriente di 25 000 anni fa, attualmente custodita nel Museo. • La Torre San Leonardo, torre di avvistamento antisaracena, è in località Pilone; • Il Castello di Villanova sorge presso il mare, ove si apre un porticciolo. Villanova venne fondata nel 1277 da Carlo I d'Angiò sul luogo dove, verso la fine del XII secolo, Tancredi conte di Lecce aveva costruito la città di Petrolla, presto scomparsa a causa delle incursioni.
Il centro storico Il centro storico di Ostuni, definito dai suoi abitanti “La Terra“, un tempo era completamente dipinto con calce bianca, che oggi è rimasta solo in parte. Le case si arrampicano sui fianchi scoscesi di un colle e il borgo è caratterizzato da un groviglio di stradine tortuose, un susseguirsi di piazzette, vicoli e corti. La parte inferiore del borgo è circondato dall’antica cinta muraria in cui si incastonano le uniche due entrate della città rimaste integre: Porta Nova e Porta San Demetrio. Sulla sommità del colle si ergono la quattrocentesca Cattedrale di Ostuni con il suo grande rosone a 24 raggi, il Palazzo Vescovile e il vecchio Seminario. Si adagia nel centro storico di Ostuni, la bella Cattedrale quattrocentesca di architettura romanica e gotica, intitolata a Santa Maria dell’Assunzione, monumento nazionale dal 1902, che si erge sulla sommità del colle più alto della città bianca. Ristrutturata nel tardo Quattrocento, dopo un forte terremoto, la Cattedrale si presenta con la maestosa facciata a tre portali, sormontati da tre rosoni, tra cui quello centrale, trionfo della simbologia medievale, con 24 raggi formati da colonnine e archi e al centro la figura di Cristo, circondato dagli apostoli e da sette teste di cherubini, con in mano la terra in segno di protezione. A croce latina, l'interno della chiesa si articola in tre navate separate da arcate di 5 colonne. La navata centrale presenta tre bellissime tele settecentesche, con scene della vita di Gesù, incastonate nel soffitto, e affascinanti tele dedicate al patrono Sant'Oronzo e al martirio di San Biagio. Da non perdere è la Cavalcata di Sant'Oronzo, il 26 agosto, in cui cavalli e cavalieri bardati in costume sfilano per il centro storico. Giace sotto la chiesa più antica di Ostuni, la bella cripta del Santuario di Santa Maria della Nova, luogo di culto basiliano. Risale all’anno Mille la grotta, di origine carsica, scavata all’interno di una lama e dedicata a Santa Maria della Nova, sulla quale si erge l’omonimo santuario, considerato l’edificio religioso più antico di Ostuni, sorto nel 1560. Si accede alla cripta attraverso due porte presenti ai lati dell’altare della chiesa superiore. Lunga circa 35 metri, la cripta è tra le più antiche chiese rupestri, utilizzata dai monaci basiliani fino al Seicento, quando fu poi adibita a lazzaretto. La forte sacralità del luogo di culto è rafforzata dagli affreschi, conservati in ottimo stato, della Deesis, della Crocifissione, della Vergine Bizantina e della Madonna del Latte. Ogni anno, la prima e la seconda domenica dopo Pasqua, si attua il tradizionale pellegrinaggio al santuario, durante il quale i fedeli recano omaggio alla Madonna della Buona Novella.
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Ostuni
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Il centro storico Il centro storico di Ostuni, definito dai suoi abitanti “La Terra“, un tempo era completamente dipinto con calce bianca, che oggi è rimasta solo in parte. Le case si arrampicano sui fianchi scoscesi di un colle e il borgo è caratterizzato da un groviglio di stradine tortuose, un susseguirsi di piazzette, vicoli e corti. La parte inferiore del borgo è circondato dall’antica cinta muraria in cui si incastonano le uniche due entrate della città rimaste integre: Porta Nova e Porta San Demetrio. Sulla sommità del colle si ergono la quattrocentesca Cattedrale di Ostuni con il suo grande rosone a 24 raggi, il Palazzo Vescovile e il vecchio Seminario. Si adagia nel centro storico di Ostuni, la bella Cattedrale quattrocentesca di architettura romanica e gotica, intitolata a Santa Maria dell’Assunzione, monumento nazionale dal 1902, che si erge sulla sommità del colle più alto della città bianca. Ristrutturata nel tardo Quattrocento, dopo un forte terremoto, la Cattedrale si presenta con la maestosa facciata a tre portali, sormontati da tre rosoni, tra cui quello centrale, trionfo della simbologia medievale, con 24 raggi formati da colonnine e archi e al centro la figura di Cristo, circondato dagli apostoli e da sette teste di cherubini, con in mano la terra in segno di protezione. A croce latina, l'interno della chiesa si articola in tre navate separate da arcate di 5 colonne. La navata centrale presenta tre bellissime tele settecentesche, con scene della vita di Gesù, incastonate nel soffitto, e affascinanti tele dedicate al patrono Sant'Oronzo e al martirio di San Biagio. Da non perdere è la Cavalcata di Sant'Oronzo, il 26 agosto, in cui cavalli e cavalieri bardati in costume sfilano per il centro storico. Giace sotto la chiesa più antica di Ostuni, la bella cripta del Santuario di Santa Maria della Nova, luogo di culto basiliano. Risale all’anno Mille la grotta, di origine carsica, scavata all’interno di una lama e dedicata a Santa Maria della Nova, sulla quale si erge l’omonimo santuario, considerato l’edificio religioso più antico di Ostuni, sorto nel 1560. Si accede alla cripta attraverso due porte presenti ai lati dell’altare della chiesa superiore. Lunga circa 35 metri, la cripta è tra le più antiche chiese rupestri, utilizzata dai monaci basiliani fino al Seicento, quando fu poi adibita a lazzaretto. La forte sacralità del luogo di culto è rafforzata dagli affreschi, conservati in ottimo stato, della Deesis, della Crocifissione, della Vergine Bizantina e della Madonna del Latte. Ogni anno, la prima e la seconda domenica dopo Pasqua, si attua il tradizionale pellegrinaggio al santuario, durante il quale i fedeli recano omaggio alla Madonna della Buona Novella.
Il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale Lungo via Cattedrale, vicino alla chiesa barocca di Santa Maria Maddalena, c’è il monastero delle Carmelitane. In questa struttura storica sorge il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale che conserva il calco di Delia, una donna in gravidanza vissuta 25.000 anni fa e ritrovata in una grotta vicino a Ostuni nel 1991, oltre a testimonianze di culti e divinità femminili dal Paleolitico all’età cristiana. Situato all'interno del Palazzo dell'Episcopio, custodisce il patrimonio storico-artistico della Chiesa di Ostuni. Il Museo Diocesano di Ostuni, situato al piano terra dell’antico Palazzo dell’Episcopio, accanto alla Cattedrale, conserva ed espone il patrimonio storico-artistico della Chiesa di Ostuni, che racchiude testimonianze e capolavori di valenza internazionale, come la collezione archeologica di epoca messapica (sec. VII-II a.C.), l’ostensorio architettonico in argento del Seicento, i paramenti liturgici settecenteschi, il rarissimo Cristo anatomico in cera della fine del secolo XVII – inizio del XVIII con un’apertura sull’addome che consente di contemplarne le interiora, i dipinti databili tra Cinquecento e Ottocento, la statua della Madonna ‘viva’ della fine del Seicento e le pergamene di epoca medievale (1163). Al termine del percorso è possibile visitare l’incantevole Giardino dei Vescovi, che sorge nella parte più alta della città di Ostuni. Per rendere la visita un’esperienza piacevole, istruttiva e culturalmente stimolante, lungo tutto il percorso si trovano apposite didascalie in italiano e inglese, da ascoltare anche sul proprio smartphone, che spiegano in modo chiaro e semplice le opere esposte; apposite didascalie sono dedicate ai bambini, che in compagnia della mascotte del Museo, l’angelo Ronzino, possono apprendere divertendosi. Obiettivo principale del Museo è di porre al centro il visitatore, adulto, giovane o bambino, per risvegliare attraverso un approccio esperienziale innovativo e multidisciplinare la sua curiosità e alimentare la sua ‘fame’ di cultura.
Monastero delle Monache Carmelitane - Ostuni
Il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale Lungo via Cattedrale, vicino alla chiesa barocca di Santa Maria Maddalena, c’è il monastero delle Carmelitane. In questa struttura storica sorge il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale che conserva il calco di Delia, una donna in gravidanza vissuta 25.000 anni fa e ritrovata in una grotta vicino a Ostuni nel 1991, oltre a testimonianze di culti e divinità femminili dal Paleolitico all’età cristiana. Situato all'interno del Palazzo dell'Episcopio, custodisce il patrimonio storico-artistico della Chiesa di Ostuni. Il Museo Diocesano di Ostuni, situato al piano terra dell’antico Palazzo dell’Episcopio, accanto alla Cattedrale, conserva ed espone il patrimonio storico-artistico della Chiesa di Ostuni, che racchiude testimonianze e capolavori di valenza internazionale, come la collezione archeologica di epoca messapica (sec. VII-II a.C.), l’ostensorio architettonico in argento del Seicento, i paramenti liturgici settecenteschi, il rarissimo Cristo anatomico in cera della fine del secolo XVII – inizio del XVIII con un’apertura sull’addome che consente di contemplarne le interiora, i dipinti databili tra Cinquecento e Ottocento, la statua della Madonna ‘viva’ della fine del Seicento e le pergamene di epoca medievale (1163). Al termine del percorso è possibile visitare l’incantevole Giardino dei Vescovi, che sorge nella parte più alta della città di Ostuni. Per rendere la visita un’esperienza piacevole, istruttiva e culturalmente stimolante, lungo tutto il percorso si trovano apposite didascalie in italiano e inglese, da ascoltare anche sul proprio smartphone, che spiegano in modo chiaro e semplice le opere esposte; apposite didascalie sono dedicate ai bambini, che in compagnia della mascotte del Museo, l’angelo Ronzino, possono apprendere divertendosi. Obiettivo principale del Museo è di porre al centro il visitatore, adulto, giovane o bambino, per risvegliare attraverso un approccio esperienziale innovativo e multidisciplinare la sua curiosità e alimentare la sua ‘fame’ di cultura.
La Basilica Minore di Ostuni, posta alla sommità del colle più alto, fu iniziata nel 1435 e completata tra il 1470 e il 1495. Ha una bellissima, caratteristica facciata di tarde forme gotiche, tripartita da lesene. La parte centrale termina con un timpano formato da due archi inflessi, le ali con due mezze lunette; timpano e lunette hanno un bellissimo coronamento gotico, che si prolunga sui fianchi e attorno al transetto, di archetti trilobi a profilo seghettato su mensole scolpite. La facciata è aperta da tre eleganti portali ogivali (nella lunetta di quella mediano, bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino in gloria) sormontati ciascuna da una rosa, di cui quella centrale a 24 raggi, notevolissima per dimensione e ricchezza d'intagli. Altre belle rose sono nelle testate del transetto. L'interno, a croce latina a tre navate su colonne, è rifatto in ariose e solenni forme settecentesche, con soffitto piano dipinto e belle cappelle barocche (presso l'ingresso, colonna della costruzione primitiva). Al termine della navata sinistra è un altare in legno del 1734 con busti dei santi Oronzo, Biagio e Agostino. Nell'abside coro in legno di noce riccamente intagliato (XVII secolo). Nella navata destra sepolcro del vescovo Filo (1720) e nell'ultima cappella c'era una Madonna col Bambino e Santi, di Jacopo Palma il Giovane (trafugata). L'Archivio capitolare possiede oltre 200 pergamene dal 1137. Il rosone della chiesa è il secondo più grande d'Europa
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Cathedral of Ostuni
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La Basilica Minore di Ostuni, posta alla sommità del colle più alto, fu iniziata nel 1435 e completata tra il 1470 e il 1495. Ha una bellissima, caratteristica facciata di tarde forme gotiche, tripartita da lesene. La parte centrale termina con un timpano formato da due archi inflessi, le ali con due mezze lunette; timpano e lunette hanno un bellissimo coronamento gotico, che si prolunga sui fianchi e attorno al transetto, di archetti trilobi a profilo seghettato su mensole scolpite. La facciata è aperta da tre eleganti portali ogivali (nella lunetta di quella mediano, bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino in gloria) sormontati ciascuna da una rosa, di cui quella centrale a 24 raggi, notevolissima per dimensione e ricchezza d'intagli. Altre belle rose sono nelle testate del transetto. L'interno, a croce latina a tre navate su colonne, è rifatto in ariose e solenni forme settecentesche, con soffitto piano dipinto e belle cappelle barocche (presso l'ingresso, colonna della costruzione primitiva). Al termine della navata sinistra è un altare in legno del 1734 con busti dei santi Oronzo, Biagio e Agostino. Nell'abside coro in legno di noce riccamente intagliato (XVII secolo). Nella navata destra sepolcro del vescovo Filo (1720) e nell'ultima cappella c'era una Madonna col Bambino e Santi, di Jacopo Palma il Giovane (trafugata). L'Archivio capitolare possiede oltre 200 pergamene dal 1137. Il rosone della chiesa è il secondo più grande d'Europa
La Chiesa di San Francesco d'Assisi, di fondazione medievale, ma con facciata del 1882: nell'interno settecentesco conserva in controfacciata il dipinto Mosè che spezza le tavole della legge (scuola di Luca Giordano), le statue lignee dell’Immacolata di Giacomo Colombo (1719) e di Sant'Agostino (XVIII secolo) e il busto di San Giuseppe col Bambino Gesù (scuola napoletana del Seicento) e di San Giuseppe
Chiesa di San Francesco D’Assisi
1 Corso Giuseppe Mazzini
La Chiesa di San Francesco d'Assisi, di fondazione medievale, ma con facciata del 1882: nell'interno settecentesco conserva in controfacciata il dipinto Mosè che spezza le tavole della legge (scuola di Luca Giordano), le statue lignee dell’Immacolata di Giacomo Colombo (1719) e di Sant'Agostino (XVIII secolo) e il busto di San Giuseppe col Bambino Gesù (scuola napoletana del Seicento) e di San Giuseppe
Il Santuario di Sant'Oronzo, situato in una conca tra due speroni delle Murge, fu eretta nella seconda metà del ‘600 davanti a una caverna ove il Santo avrebbe trovato rifugio. A sinistra della chiesa si sale per una scalinata a una fonte intermittente ritenuta miracolosa
Sanctuary of Sant'Oronzo
Il Santuario di Sant'Oronzo, situato in una conca tra due speroni delle Murge, fu eretta nella seconda metà del ‘600 davanti a una caverna ove il Santo avrebbe trovato rifugio. A sinistra della chiesa si sale per una scalinata a una fonte intermittente ritenuta miracolosa
VALLE D’ITRIA, COSA VISITARE NELLA TERRA DEI TRULLI.
VALLE D’ITRIA, COSA VISITARE NELLA TERRA DEI TRULLI. Alberobello, Locorotondo, Cisternino, Ceglie Messapica, Polignano a Mare e Martina Franca. Alla scoperta dei borghi più belli della Valle D’Itria. C’è una zona che più delle altre mi ha ammaliata, lontana dal mare cristallino e dalla leggera brezza marina. Racchiusa tra Bari e Taranto, si estende una terra nella quale predominano Cummense, Trulli e Uliveti. L’essenza della Valle D’Itria si racchiude in questi tre elementi, anche se ogni paesino ha una peculiarità che voglio mostrarmi in questo tour on the road alla scoperta dei Borghi più belli della Valle D’Itria!
ALBEROBELLO, LA CITTÀ DEI TRULLI Alberobello è senza dubbio il paese più caratteristico e celebre della Valle D’Itria. Se è vero che la Puglia viene inevitabilmente associata ai trulli, Alberobello ne è la piena incarnazione, tanto che nel 1996 i suoi vicoli costeggiati dai trulli e i suoi meravigliosi scorci sono stati dichiarati Patrimonio UNESCO. Nonostante l’eccessiva presenza di negozietti e di turisti rovini un po’ l’atmosfera fiabesca che si potrebbe respirare in questo borgo, Alberobello rimane una delle perle pugliesi da visitare assolutamente durante il vostro tour lungo la Valle D’Itria. Una volta giunti ad Alberobello (ci sono comodi parcheggi proprio vicino alla zona di interesse turistico), dirigetevi prima al Rione Monte, alla cui cima sorge la chiesa di Sant’Antonio, ovviamente a forma di trullo. Dopo aver attraversato questa zona, decisamente troppo turistica, recatevi al quartiere Aia Piccola per assaporare un’atmosfera d’altri tempi e per ammirare alcune delle vedute panoramiche più belle sulla città. Se poi Vi rimane ancora un po’ di tempo, a circa 20 minuti d’auto potete visitare le Grotte di Castellana, uno dei complessi speleologici più importanti e celebri d’Europa.
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District Monti, District Aia Piccola
94 Via Monte Sabotino
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ALBEROBELLO, LA CITTÀ DEI TRULLI Alberobello è senza dubbio il paese più caratteristico e celebre della Valle D’Itria. Se è vero che la Puglia viene inevitabilmente associata ai trulli, Alberobello ne è la piena incarnazione, tanto che nel 1996 i suoi vicoli costeggiati dai trulli e i suoi meravigliosi scorci sono stati dichiarati Patrimonio UNESCO. Nonostante l’eccessiva presenza di negozietti e di turisti rovini un po’ l’atmosfera fiabesca che si potrebbe respirare in questo borgo, Alberobello rimane una delle perle pugliesi da visitare assolutamente durante il vostro tour lungo la Valle D’Itria. Una volta giunti ad Alberobello (ci sono comodi parcheggi proprio vicino alla zona di interesse turistico), dirigetevi prima al Rione Monte, alla cui cima sorge la chiesa di Sant’Antonio, ovviamente a forma di trullo. Dopo aver attraversato questa zona, decisamente troppo turistica, recatevi al quartiere Aia Piccola per assaporare un’atmosfera d’altri tempi e per ammirare alcune delle vedute panoramiche più belle sulla città. Se poi Vi rimane ancora un po’ di tempo, a circa 20 minuti d’auto potete visitare le Grotte di Castellana, uno dei complessi speleologici più importanti e celebri d’Europa.
LOCOROTONDO, LA CITTÀ DELLE CUMMENSE Se siete alla ricerca di un paesino più tranquillo, Locorotondo è ciò che fa per Voi. Nonostante sia considerato uno dei Borghi più belli d’Italia e col tempo sia diventato piuttosto turistico, Locorotondo custodisce ancora quell’aurea incantata di un borgo senza tempo. Costruito sulla sommità di un colle, Locorotondo deve la sua particolarità alla Cummense, ovvero i tetti spioventi che ricordano un po’ le case nordiche, solo che qui siamo totalmente immersi nel candore dei suoi vicoli, nelle porticine colorate e nelle piante ornamentali, tanto che ogni anno viene indetto un concorso per decretare il balcone in fiore più bello del paese. Non esiste un vero e proprio itinerario da seguire per visitare Locorotondo, Vi basterà perdervi tra i suoi vicoli e lasciarvi avvolgere dal profumo di fiori e dal bianco predominante del centro storico. Una tappa imperdibile, però, è il parco comunale di Piazza Vittorio Veneto che offre uno dei panorami più belli della Valle D’Itria, tra trulli, uliveti e terrazzamenti di rose.
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Locorotondo
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LOCOROTONDO, LA CITTÀ DELLE CUMMENSE Se siete alla ricerca di un paesino più tranquillo, Locorotondo è ciò che fa per Voi. Nonostante sia considerato uno dei Borghi più belli d’Italia e col tempo sia diventato piuttosto turistico, Locorotondo custodisce ancora quell’aurea incantata di un borgo senza tempo. Costruito sulla sommità di un colle, Locorotondo deve la sua particolarità alla Cummense, ovvero i tetti spioventi che ricordano un po’ le case nordiche, solo che qui siamo totalmente immersi nel candore dei suoi vicoli, nelle porticine colorate e nelle piante ornamentali, tanto che ogni anno viene indetto un concorso per decretare il balcone in fiore più bello del paese. Non esiste un vero e proprio itinerario da seguire per visitare Locorotondo, Vi basterà perdervi tra i suoi vicoli e lasciarvi avvolgere dal profumo di fiori e dal bianco predominante del centro storico. Una tappa imperdibile, però, è il parco comunale di Piazza Vittorio Veneto che offre uno dei panorami più belli della Valle D’Itria, tra trulli, uliveti e terrazzamenti di rose.
CISTERNINO, LA CITTÀ DELLE BOMBETTE Ho un debole per le bombette, oltre che per i taralli e per la focaccia pugliese, ma questa è tutta un’altra storia. Si tratta di involtini di maiale solitamente ripieni di caciocavallo che sono la fine del mondo… ho anche tentato di riprodurle a casa ma niente, non c’è storia. Si possono trovare disseminate un po’ per tutta la Puglia, ma la vera patria delle bombette è Cisternino, famoso per le sue bracerie-macellerie nelle quali gustarsi le prelibatezze locali (provate la rosticceria l’antico borgo e non vi sbaglierete). Per chi non è particolarmente amante della cucina pugliese, Cisternino risulterà particolarmente nota per via della profezia Maya riguardante la fine del mondo, secondo la quale sarebbe stato l’unico paese nel quale ci si sarebbe salvati da tale catastrofe. Sappiamo benissimo che non è successo nulla di tutto ciò, ma tanto è valso per creare scalpore e far sì che cisternino diventasse una nota località turistica.
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Cisternino
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CISTERNINO, LA CITTÀ DELLE BOMBETTE Ho un debole per le bombette, oltre che per i taralli e per la focaccia pugliese, ma questa è tutta un’altra storia. Si tratta di involtini di maiale solitamente ripieni di caciocavallo che sono la fine del mondo… ho anche tentato di riprodurle a casa ma niente, non c’è storia. Si possono trovare disseminate un po’ per tutta la Puglia, ma la vera patria delle bombette è Cisternino, famoso per le sue bracerie-macellerie nelle quali gustarsi le prelibatezze locali (provate la rosticceria l’antico borgo e non vi sbaglierete). Per chi non è particolarmente amante della cucina pugliese, Cisternino risulterà particolarmente nota per via della profezia Maya riguardante la fine del mondo, secondo la quale sarebbe stato l’unico paese nel quale ci si sarebbe salvati da tale catastrofe. Sappiamo benissimo che non è successo nulla di tutto ciò, ma tanto è valso per creare scalpore e far sì che cisternino diventasse una nota località turistica.
CEGLIE MESSAPICA, LA CITTÀ INCANTEVOLE Se volete trascorrere una giornata a Ceglie Messapica in questo posto incantevole, Vi consiglio alcune tappe da non perdere. Il centro storico della città è molto suggestivo e caratteristico, formato da piazze e stradine di singolare bellezza, tra le quali potrete dilettarvi in piacevoli passeggiate, magari durante l’arco della mattinata. Da ammirare soprattutto Piazza Vecchia, luogo nel quale in passato veniva svolto un grande mercato e dove erano posizionati il carcere, il corpo di guardia e numerosi altri uffici. Affacciato sulla Piazza Vecchia troverete Palazzo Allegretti, una struttura risalente al settecento che Vi stupirà soprattutto per i suoi due ampi portali, sui quali noterete sicuramente gli stemmi degli Allegretti e dei Cenci. Le zone laterali del palazzo sono attualmente di proprietà privata e al piano terra della struttura troverete la biblioteca comunale e la Pinacoteca Emilio Notte. La chiesa di San Rocco ha una storia antichissima, le cui prime notizie risalgono addirittura al 1595. La struttura fu costruita su un punto molto alto di una collina, sulla quale si ergeva una Cappella dedicata al Santo di Montpellier. Resterete senz’altro basiti di fronte alle diverse caratteristiche architettoniche della facciata e non resterete affatto delusi dal suo suggestivo interno, formato da tre navate. Tra le più belle architetture di Ceglie Messapica spicca il Castello Ducale, al quale potrete accedere attraverso un ampio portale. Fu edificato intorno all’XI secolo e della struttura originaria resta l’imponente torre normanna posizionata lateralmente, sulla sinistra. All’interno dell’atrio potrete ammirare i numerosi stemmi delle diverse famiglie nobili che si sono dedicate nei secoli alla guida del feudo, lasciandovi affascinare dai numerosi elementi storici ed artistici, come le iscrizioni, la scalinata e il portale Cinquecentesco.
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Ceglie Messapica
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CEGLIE MESSAPICA, LA CITTÀ INCANTEVOLE Se volete trascorrere una giornata a Ceglie Messapica in questo posto incantevole, Vi consiglio alcune tappe da non perdere. Il centro storico della città è molto suggestivo e caratteristico, formato da piazze e stradine di singolare bellezza, tra le quali potrete dilettarvi in piacevoli passeggiate, magari durante l’arco della mattinata. Da ammirare soprattutto Piazza Vecchia, luogo nel quale in passato veniva svolto un grande mercato e dove erano posizionati il carcere, il corpo di guardia e numerosi altri uffici. Affacciato sulla Piazza Vecchia troverete Palazzo Allegretti, una struttura risalente al settecento che Vi stupirà soprattutto per i suoi due ampi portali, sui quali noterete sicuramente gli stemmi degli Allegretti e dei Cenci. Le zone laterali del palazzo sono attualmente di proprietà privata e al piano terra della struttura troverete la biblioteca comunale e la Pinacoteca Emilio Notte. La chiesa di San Rocco ha una storia antichissima, le cui prime notizie risalgono addirittura al 1595. La struttura fu costruita su un punto molto alto di una collina, sulla quale si ergeva una Cappella dedicata al Santo di Montpellier. Resterete senz’altro basiti di fronte alle diverse caratteristiche architettoniche della facciata e non resterete affatto delusi dal suo suggestivo interno, formato da tre navate. Tra le più belle architetture di Ceglie Messapica spicca il Castello Ducale, al quale potrete accedere attraverso un ampio portale. Fu edificato intorno all’XI secolo e della struttura originaria resta l’imponente torre normanna posizionata lateralmente, sulla sinistra. All’interno dell’atrio potrete ammirare i numerosi stemmi delle diverse famiglie nobili che si sono dedicate nei secoli alla guida del feudo, lasciandovi affascinare dai numerosi elementi storici ed artistici, come le iscrizioni, la scalinata e il portale Cinquecentesco.
POLIGNANO A MARE, LA CITTÀ DI DOMENICO MODUGNO Polignano a Mare è uno di quei borghi da visitare almeno una volta nella vita. Ma cosa vedere a Polignano a Mare in un giorno? Solo vedendone le fotografie, viene voglia di prenotare e partire. Una volta arrivati, ci si rende conto che quelle immagini da cartolina sono la realtà. Insomma le aspettative non saranno certamente deluse. Polignano a Mare è un po’ una Puglia in miniatura, questo piccolo angolo di poesia la ritrae infatti nel suo massimo splendore. L’azzurro del mare, il bianco delle case e l’odore di cibo nei vicoli affollati. Cosa vedere a Polignano a Mare in un giorno: Lama Monachile Lama Monachile è il luogo più conosciuto in assoluto di Polignano. L’immagine di questa caletta l’avrete vista moltissime volte nelle bacheche di Facebook o su Instagram, essendo infatti un gettonatissimo sfondo per selfie da turista o scatti degni del più fico influencer o fashion blogger. Due pareti di roccia a strapiombo e una piccola insenatura nel mezzo. Il nome la dice lunga. Infatti pare che “monachile” derivi dal fatto che in origine qui si trovassero numerose foche monache. Si trova lungo l’antica via Traiana, costruita dall’imperatore Traiano per collegare Roma e Brindisi, e fu utilizzata in epoca passata come porto di approdo per le navi che trasportavano le merci provenienti dall’Oriente, poi portate in paese attraverso dei carri. Da qui, tra l’altro, tutta una serie di attraversamenti nascosti e gallerie permettevano un tempo di collegare il centro storico del paese a delle cavità naturali in cui la merce veniva messa in salvo durante le mareggiate. Dal ponte borbonico che la sovrasta, alto 15 metri, si può osservare tutta la cala. Inutile dire che in estate è piena zeppa di gente. Ammetto però che, quando ci sono stata, la bellezza del posto ha cancellato il fastidio del trovarsi circondata da persone su ogni lato in uno spazio circoscritto. La statua di Domenico Modugno Chissà se Domenico Modugno pensò a Polignano a Mare quando scrisse “Nel blu dipinto di blu”. Forse non si riferiva esattamente alla sua città natale, ma sicuramente sarà stato ispirato dai colori della Puglia. Proprio a Polignano a Mare c’è una statua di bronzo dedicata al cantante, posta sul lungomare a lui sempre intitolato, in modo da non dare le spalle né al mare né al borgo (c’è stata una sorta di querelle per la scelta della posizione). Proprio alle spalle della statua di Modugno, c’è una scalinata al termine della quale si accede a una superficie piatta di roccia che fa da terrazza; da qui infatti si ha la vista su Cala Monachile, la scogliera e il centro storico con le sue case bianche che si affaccia sul mare. Un must per chi vuole realizzare qualche bello scatto del paese. Su Google questo luogo viene identificato come “pietra piatta”. Se a Modugno avessimo chiesto di consigliarci cosa vedere a Polignano a Mare, ci avrebbe indicato senza dubbio questa terrazza. Non c’è posto migliore per cantare a squarciagola quei versi che recitano “ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mare“. Grotta Palazzese Grotta Palazzese è senza dubbio uno dei luoghi più affascinanti che abbia mai conosciuto, peccato poterla vedere solo in fotografia per il momento. La grotta, appartenente al palazzo della famiglia Leto, non è altro che un antro nella roccia che si affaccia sul mare. Ospita oggi un ristorante di lusso, uno tra i 25 più belli del mondo, ma sembra che già in passato fosse stato teatro di eventi di un certo livello (come testimonia un dipinto del pittore francese Desprez). Direi che la location si presta benissimo alla causa. La particolarità del luogo, oltre al fatto di trovarsi dentro la roccia a picco sul mare, è che non è visibile da nessun punto del paese. Quindi, a meno che non decidiate di cenarci spendendo una fortuna, dovrete accontentarvi di vederla in fotografia. Si dice che la musichina di attesa quando si telefona per prenotare sia “Meraviglioso” di Modugno. La grotta è aperta solo da Pasqua a Ottobre. Ammetto che una cena in questo posto sarebbe veramente costosa, ma credo che questa rientri comunque nella lista “cosa vedere a Polignano a Mare” dato che sognare non ha prezzo. Grotte marine La costa nei dintorni di Polignano a Mare è zeppa di grotte marine, più di 70, originate dai fenomeni di erosione del mare e del vento. Si possono visitare grazie a un giro in barca, ad esempio scegliendo quella dell’ex pescatore Dorino, o in pedalò. Le gite in barca alla scoperta delle grotte durano circa due ore e prevedono anche una sosta bagno durante i mesi più caldi. Sicuramente questo è uno degli aspetti di Polignano a Mare da non perdersi, un modo per conoscerla dal suo interno. Anche quelli che soffrono il mal di mare, penseranno che le grotte marine siano una buona risposta alla domanda “cosa vedere a Polignano a Mare”. Direi che difficilmente si possa rinunciare a un’esperienza del genere. Il centro storico e i vicoli pieni di poesia La zona più interessante di Polignano è indubbiamente il suo piccolo centro storico, a cui si accede passando sotto un arco marchesale detto Arco della Porta. Ammetto di aver speso parte della mia giornata a Polignano girando per le viuzze del paese in cui si sente ancora l’eco di culture diverse come quella araba, bizantina, spagnola e normanna. Un mix di stili decorativi, colori e profumi che rendono Polignano a Mare un luogo perfetto in cui perdersi almeno per un paio d’ore. Una tavolozza di un pittore fatta di stradine, case bianche con balconi fioriti, mura, cortili e infine una balconata che aggiunge un tocco di azzurro. Molto interessante è il Palazzo dell’orologio, che ancora oggi viene caricato a mano da una signora. Nel cuore di Polignano abbiamo un’altra protagonista, la poesia. I muri del centro storico sono infatti impregnati di poesie dipinte da qualcuno che ha scelto di firmarsi “Guido, il Flaneur”. Guido è barese, ma dal 1984 ha scelto di vivere a Polignano. Non posso dargli torto. Legge moltissimo e scrive altrettanto. È lui che ha portato i versi poetici di grandi poeti e scrittori, oltre ai suoi, sulle porte e le scale delle case di Polignano a Mare. In accordo con i proprietari degli edifici, ha regalato poesia a chiunque passasse ad ammirare il suo bel paese. Un’idea che ritengo romantica e geniale al tempo stesso. Le parole dipinte da Guido infatti accompagnano il visitatore e lo invitano costantemente a godere della meraviglia e della magia di Polignano a Mare.
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Polignano a Mare
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POLIGNANO A MARE, LA CITTÀ DI DOMENICO MODUGNO Polignano a Mare è uno di quei borghi da visitare almeno una volta nella vita. Ma cosa vedere a Polignano a Mare in un giorno? Solo vedendone le fotografie, viene voglia di prenotare e partire. Una volta arrivati, ci si rende conto che quelle immagini da cartolina sono la realtà. Insomma le aspettative non saranno certamente deluse. Polignano a Mare è un po’ una Puglia in miniatura, questo piccolo angolo di poesia la ritrae infatti nel suo massimo splendore. L’azzurro del mare, il bianco delle case e l’odore di cibo nei vicoli affollati. Cosa vedere a Polignano a Mare in un giorno: Lama Monachile Lama Monachile è il luogo più conosciuto in assoluto di Polignano. L’immagine di questa caletta l’avrete vista moltissime volte nelle bacheche di Facebook o su Instagram, essendo infatti un gettonatissimo sfondo per selfie da turista o scatti degni del più fico influencer o fashion blogger. Due pareti di roccia a strapiombo e una piccola insenatura nel mezzo. Il nome la dice lunga. Infatti pare che “monachile” derivi dal fatto che in origine qui si trovassero numerose foche monache. Si trova lungo l’antica via Traiana, costruita dall’imperatore Traiano per collegare Roma e Brindisi, e fu utilizzata in epoca passata come porto di approdo per le navi che trasportavano le merci provenienti dall’Oriente, poi portate in paese attraverso dei carri. Da qui, tra l’altro, tutta una serie di attraversamenti nascosti e gallerie permettevano un tempo di collegare il centro storico del paese a delle cavità naturali in cui la merce veniva messa in salvo durante le mareggiate. Dal ponte borbonico che la sovrasta, alto 15 metri, si può osservare tutta la cala. Inutile dire che in estate è piena zeppa di gente. Ammetto però che, quando ci sono stata, la bellezza del posto ha cancellato il fastidio del trovarsi circondata da persone su ogni lato in uno spazio circoscritto. La statua di Domenico Modugno Chissà se Domenico Modugno pensò a Polignano a Mare quando scrisse “Nel blu dipinto di blu”. Forse non si riferiva esattamente alla sua città natale, ma sicuramente sarà stato ispirato dai colori della Puglia. Proprio a Polignano a Mare c’è una statua di bronzo dedicata al cantante, posta sul lungomare a lui sempre intitolato, in modo da non dare le spalle né al mare né al borgo (c’è stata una sorta di querelle per la scelta della posizione). Proprio alle spalle della statua di Modugno, c’è una scalinata al termine della quale si accede a una superficie piatta di roccia che fa da terrazza; da qui infatti si ha la vista su Cala Monachile, la scogliera e il centro storico con le sue case bianche che si affaccia sul mare. Un must per chi vuole realizzare qualche bello scatto del paese. Su Google questo luogo viene identificato come “pietra piatta”. Se a Modugno avessimo chiesto di consigliarci cosa vedere a Polignano a Mare, ci avrebbe indicato senza dubbio questa terrazza. Non c’è posto migliore per cantare a squarciagola quei versi che recitano “ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mare“. Grotta Palazzese Grotta Palazzese è senza dubbio uno dei luoghi più affascinanti che abbia mai conosciuto, peccato poterla vedere solo in fotografia per il momento. La grotta, appartenente al palazzo della famiglia Leto, non è altro che un antro nella roccia che si affaccia sul mare. Ospita oggi un ristorante di lusso, uno tra i 25 più belli del mondo, ma sembra che già in passato fosse stato teatro di eventi di un certo livello (come testimonia un dipinto del pittore francese Desprez). Direi che la location si presta benissimo alla causa. La particolarità del luogo, oltre al fatto di trovarsi dentro la roccia a picco sul mare, è che non è visibile da nessun punto del paese. Quindi, a meno che non decidiate di cenarci spendendo una fortuna, dovrete accontentarvi di vederla in fotografia. Si dice che la musichina di attesa quando si telefona per prenotare sia “Meraviglioso” di Modugno. La grotta è aperta solo da Pasqua a Ottobre. Ammetto che una cena in questo posto sarebbe veramente costosa, ma credo che questa rientri comunque nella lista “cosa vedere a Polignano a Mare” dato che sognare non ha prezzo. Grotte marine La costa nei dintorni di Polignano a Mare è zeppa di grotte marine, più di 70, originate dai fenomeni di erosione del mare e del vento. Si possono visitare grazie a un giro in barca, ad esempio scegliendo quella dell’ex pescatore Dorino, o in pedalò. Le gite in barca alla scoperta delle grotte durano circa due ore e prevedono anche una sosta bagno durante i mesi più caldi. Sicuramente questo è uno degli aspetti di Polignano a Mare da non perdersi, un modo per conoscerla dal suo interno. Anche quelli che soffrono il mal di mare, penseranno che le grotte marine siano una buona risposta alla domanda “cosa vedere a Polignano a Mare”. Direi che difficilmente si possa rinunciare a un’esperienza del genere. Il centro storico e i vicoli pieni di poesia La zona più interessante di Polignano è indubbiamente il suo piccolo centro storico, a cui si accede passando sotto un arco marchesale detto Arco della Porta. Ammetto di aver speso parte della mia giornata a Polignano girando per le viuzze del paese in cui si sente ancora l’eco di culture diverse come quella araba, bizantina, spagnola e normanna. Un mix di stili decorativi, colori e profumi che rendono Polignano a Mare un luogo perfetto in cui perdersi almeno per un paio d’ore. Una tavolozza di un pittore fatta di stradine, case bianche con balconi fioriti, mura, cortili e infine una balconata che aggiunge un tocco di azzurro. Molto interessante è il Palazzo dell’orologio, che ancora oggi viene caricato a mano da una signora. Nel cuore di Polignano abbiamo un’altra protagonista, la poesia. I muri del centro storico sono infatti impregnati di poesie dipinte da qualcuno che ha scelto di firmarsi “Guido, il Flaneur”. Guido è barese, ma dal 1984 ha scelto di vivere a Polignano. Non posso dargli torto. Legge moltissimo e scrive altrettanto. È lui che ha portato i versi poetici di grandi poeti e scrittori, oltre ai suoi, sulle porte e le scale delle case di Polignano a Mare. In accordo con i proprietari degli edifici, ha regalato poesia a chiunque passasse ad ammirare il suo bel paese. Un’idea che ritengo romantica e geniale al tempo stesso. Le parole dipinte da Guido infatti accompagnano il visitatore e lo invitano costantemente a godere della meraviglia e della magia di Polignano a Mare.
MARTINA FRANCA, LA CITTÀ BAROCCA Martina Franca è l’ultima città che voglio mostrarvi della Valle d’Itria, anche se ce ne sarebbero ancora tantissime altre degne di nota. Differentemente dalle città di cui vi ho parlato, Martina Franca si distingue per i suoi dettagli barocchi, riscontrabili nella bellissima Basilica di San Martino, con la sua imponente facciata dominata dal Santo Patrono, nella Chiesa del Carmine o, ancora, nel Palazzo Ducale che attualmente ospita il Municipio. Oltre alle bellezze architettoniche, Martina Franca è celebre soprattutto per la sua vita notturna, per il vino (il Martina Franca DOC, un piacevole bianco da accompagnare con i taralli) e per il Festival della Valle d’Itria che, da più di 40 edizioni, richiama numerosi turisti grazie al suo caratteristico folklore.
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Martina Franca
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MARTINA FRANCA, LA CITTÀ BAROCCA Martina Franca è l’ultima città che voglio mostrarvi della Valle d’Itria, anche se ce ne sarebbero ancora tantissime altre degne di nota. Differentemente dalle città di cui vi ho parlato, Martina Franca si distingue per i suoi dettagli barocchi, riscontrabili nella bellissima Basilica di San Martino, con la sua imponente facciata dominata dal Santo Patrono, nella Chiesa del Carmine o, ancora, nel Palazzo Ducale che attualmente ospita il Municipio. Oltre alle bellezze architettoniche, Martina Franca è celebre soprattutto per la sua vita notturna, per il vino (il Martina Franca DOC, un piacevole bianco da accompagnare con i taralli) e per il Festival della Valle d’Itria che, da più di 40 edizioni, richiama numerosi turisti grazie al suo caratteristico folklore.
BIANCOAMORE OSTUNI - SAGRE ED EVENTI AD OSTUNI
BIANCOAMORE OSTUNI - SAGRE ED EVENTI AD OSTUNI E DINTORNI: Festa di San Biagio In questo giorno dell'anno migliaia di pellegrini si recano al Santuario di San Biagio dove viene ufficialmente tenuta una messa nella chiesa omonima. È un'occasione particolare non solo per il carattere religioso ma anche per l'opportunità di attraversare un'area incontaminata del territorio ostunese e di ammirare intorno all'insediamento monastico una ampia zona di macchia mediterranea. Il paesaggio circostante è interessato da una grava di enormi dimensioni considerata dagli speleologi la più grande cavità sotterranea esistente in Puglia. Quando: 3 febbraio Dove: Santuario di San Biagio - Via dei Colli, Ostuni, Puglia Festa della Madonna della Nova In questo giorno gli ostunesi si recano a visitare il Santuario della Madonna della Nova sito appena fuori della città, sulla strada che porta a Carovigno. Quando: Domenica dopo Pasqua Dove: Chiesa Madonna della Nova - Via San Giovanni Bosco, Ostuni, Puglia Sagra degli altri tempi Famosa e molto affollata sagra del periodo estivo. Si svolge sullo stradone che circonda la città del centro storico con la collaborazione degli abitanti dello stesso. Si possono gustare vari piatti locali ed osservare artigiani mentre svolgono il loro lavoro. Quando: 15 agosto Dove: Fuori mura difensive - Viale Oronzo Quaranta, Ostuni, Puglia La Cavalcata di Santo Oronzo Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto si svolge la Festa Patronale con la Cavalcata di Sant'Oronzo, evento in onore del santo protettore di Ostuni. La cavalcata di sant'Oronzo é la festa più attesa e importante di Ostuni. Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto, sono giorni dedicati al santo: un corteo di cavalli e cavalieri bardati a festa, sfila per le vie cittadine a scorta del protettore della città. Le origini della cavalcata erano incerte fino a pochi anni addietro. Si possono oggi far risalire, con buon margine di sicurezza, alla seconda metà del diciassettesimo secolo, precisamente al 1657. La peste invase il Salento risparmiando Ostuni ed altre città di Terra d'Otranto. Il miracolo venne attribuito a sant'Oronzo ed ogni 26 agosto gli ostunesi vollero recarsi in processione al santuario eretto in suo onore. Lì prelevavano la statua in cartapesta raffigurante il santo, e la portavano a spalla nella piazza del paese. Spesso gli addobbi sono tramandati di generazione in generazione così come i gesti e i piccoli indispensabili segreti. L'intero nucleo familiare si dedica alla vestizione, spesso aiutato da parenti e amici. Uno degli addobbi più importanti, é costituito dal bellissimo mantello arabescato con centinaia di paillettes applicate una ad una con certosina pazienza. La vestizione continua con finimenti e fregi di vario tipo e grandezza. Anche il cavaliere indossa l'uniforme costituita dal chepì e da una casacca che ricordano i motivi del mantello del cavallo e da pantaloni bianchi. La vestizione del cavaliere é anch'essa molto accurata e ricorda per certi aspetti, quella del torero. Gli ultimi dettagli, i guanti bianchi, il frustino ed ecco cavallo e cavaliere diventare un'unica entità. Il nostro cavaliere con la sua cavalcatura, si avvia come tutti gli altri, verso il punto di incontro, piazza Cattedrale, inerpicandosi lungo l'omonima salita. Una volta arrivati in piazza cattedrale, cavalli e cavalieri attendono che la statua di sant'Oronzo venga portata fuori dalla chiesa madre. Quando: 26 agosto Dove: Centro storico - Piazza della Libertà, Ostuni, Puglia La processione della Grata La seconda domenica di agosto, detta processione, lascia il Santuario della Grata per dirigersi nel centro città e, nel pomeriggio, le candele delle circa sei mila persone che ne prendono parte, illuminano la campagna. È una visione particolare che è possibile ammirare dalla parte superiore della città. Quando: Seconda domenica di agosto Dove: Chiesa della Grata - Fuori dal centro storico, Ostuni, Puglia POTETE COMUNQUE CONSULTARE I SEGUENTI LINK, INDICANDO LA DATA CHE VI INTERESSA PER SCOPRIRE TUTTI LE SAGRE, GLI EVENTI E LE MANIFESTAZIONI CHE SI TERRANNO AD OSTUNI E DINTORNI: https://www.virgilio.it/italia/ostuni/eventi/ https://iltaccodibacco.it/ostuni/ https://www.eventiostuni.it/
Festa di San Biagio In questo giorno dell'anno migliaia di pellegrini si recano al Santuario di San Biagio dove viene ufficialmente tenuta una messa nella chiesa omonima. È un'occasione particolare non solo per il carattere religioso ma anche per l'opportunità di attraversare un'area incontaminata del territorio ostunese e di ammirare intorno all'insediamento monastico una ampia zona di macchia mediterranea. Il paesaggio circostante è interessato da una grava di enormi dimensioni considerata dagli speleologi la più grande cavità sotterranea esistente in Puglia. Quando: 3 febbraio Dove: Santuario di San Biagio - Via dei Colli, Ostuni, Puglia
Santuario di San Biagio
Festa di San Biagio In questo giorno dell'anno migliaia di pellegrini si recano al Santuario di San Biagio dove viene ufficialmente tenuta una messa nella chiesa omonima. È un'occasione particolare non solo per il carattere religioso ma anche per l'opportunità di attraversare un'area incontaminata del territorio ostunese e di ammirare intorno all'insediamento monastico una ampia zona di macchia mediterranea. Il paesaggio circostante è interessato da una grava di enormi dimensioni considerata dagli speleologi la più grande cavità sotterranea esistente in Puglia. Quando: 3 febbraio Dove: Santuario di San Biagio - Via dei Colli, Ostuni, Puglia
Festa della Madonna della Nova In questo giorno gli ostunesi si recano a visitare il Santuario della Madonna della Nova sito appena fuori della città, sulla strada che porta a Carovigno. Quando: Domenica dopo Pasqua Dove: Chiesa Madonna della Nova - Via San Giovanni Bosco, Ostuni, Puglia
Centro Di Spiritualita' Madonna Della Nova
10 Via S. Giovanni Bosco
Festa della Madonna della Nova In questo giorno gli ostunesi si recano a visitare il Santuario della Madonna della Nova sito appena fuori della città, sulla strada che porta a Carovigno. Quando: Domenica dopo Pasqua Dove: Chiesa Madonna della Nova - Via San Giovanni Bosco, Ostuni, Puglia
La Cavalcata di Santo Oronzo Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto si svolge la Festa Patronale con la Cavalcata di Sant'Oronzo, evento in onore del santo protettore di Ostuni. La cavalcata di sant'Oronzo é la festa più attesa e importante di Ostuni. Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto, sono giorni dedicati al santo: un corteo di cavalli e cavalieri bardati a festa, sfila per le vie cittadine a scorta del protettore della città. Le origini della cavalcata erano incerte fino a pochi anni addietro. Si possono oggi far risalire, con buon margine di sicurezza, alla seconda metà del diciassettesimo secolo, precisamente al 1657. La peste invase il Salento risparmiando Ostuni ed altre città di Terra d'Otranto. Il miracolo venne attribuito a sant'Oronzo ed ogni 26 agosto gli ostunesi vollero recarsi in processione al santuario eretto in suo onore. Lì prelevavano la statua in cartapesta raffigurante il santo, e la portavano a spalla nella piazza del paese. Spesso gli addobbi sono tramandati di generazione in generazione così come i gesti e i piccoli indispensabili segreti. L'intero nucleo familiare si dedica alla vestizione, spesso aiutato da parenti e amici. Uno degli addobbi più importanti, é costituito dal bellissimo mantello arabescato con centinaia di paillettes applicate una ad una con certosina pazienza. La vestizione continua con finimenti e fregi di vario tipo e grandezza. Anche il cavaliere indossa l'uniforme costituita dal chepì e da una casacca che ricordano i motivi del mantello del cavallo e da pantaloni bianchi. La vestizione del cavaliere é anch'essa molto accurata e ricorda per certi aspetti, quella del torero. Gli ultimi dettagli, i guanti bianchi, il frustino ed ecco cavallo e cavaliere diventare un'unica entità. Il nostro cavaliere con la sua cavalcatura, si avvia come tutti gli altri, verso il punto di incontro, piazza Cattedrale, inerpicandosi lungo l'omonima salita. Una volta arrivati in piazza cattedrale, cavalli e cavalieri attendono che la statua di sant'Oronzo venga portata fuori dalla chiesa madre. Quando: 26 agosto Dove: Centro storico - Piazza della Libertà, Ostuni, Puglia
Sanctuary of Sant'Oronzo
La Cavalcata di Santo Oronzo Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto si svolge la Festa Patronale con la Cavalcata di Sant'Oronzo, evento in onore del santo protettore di Ostuni. La cavalcata di sant'Oronzo é la festa più attesa e importante di Ostuni. Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto, sono giorni dedicati al santo: un corteo di cavalli e cavalieri bardati a festa, sfila per le vie cittadine a scorta del protettore della città. Le origini della cavalcata erano incerte fino a pochi anni addietro. Si possono oggi far risalire, con buon margine di sicurezza, alla seconda metà del diciassettesimo secolo, precisamente al 1657. La peste invase il Salento risparmiando Ostuni ed altre città di Terra d'Otranto. Il miracolo venne attribuito a sant'Oronzo ed ogni 26 agosto gli ostunesi vollero recarsi in processione al santuario eretto in suo onore. Lì prelevavano la statua in cartapesta raffigurante il santo, e la portavano a spalla nella piazza del paese. Spesso gli addobbi sono tramandati di generazione in generazione così come i gesti e i piccoli indispensabili segreti. L'intero nucleo familiare si dedica alla vestizione, spesso aiutato da parenti e amici. Uno degli addobbi più importanti, é costituito dal bellissimo mantello arabescato con centinaia di paillettes applicate una ad una con certosina pazienza. La vestizione continua con finimenti e fregi di vario tipo e grandezza. Anche il cavaliere indossa l'uniforme costituita dal chepì e da una casacca che ricordano i motivi del mantello del cavallo e da pantaloni bianchi. La vestizione del cavaliere é anch'essa molto accurata e ricorda per certi aspetti, quella del torero. Gli ultimi dettagli, i guanti bianchi, il frustino ed ecco cavallo e cavaliere diventare un'unica entità. Il nostro cavaliere con la sua cavalcatura, si avvia come tutti gli altri, verso il punto di incontro, piazza Cattedrale, inerpicandosi lungo l'omonima salita. Una volta arrivati in piazza cattedrale, cavalli e cavalieri attendono che la statua di sant'Oronzo venga portata fuori dalla chiesa madre. Quando: 26 agosto Dove: Centro storico - Piazza della Libertà, Ostuni, Puglia